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Eccoci qua: oggi esce in edicola e fumetteria il #73 di Invincible. L’ultimo della serie.

Che viaggio, gente: siamo partiti a gennaio del 2014 con un piano che non esito a definire – tranquilli, me lo dico da solo – totalmente folle e coraggiosissimo. Ovvero riportare degnamente in Italia Invincible – cioè una delle serie a fumetti che, in assoluto, noi saldatori amavamo e amiamo di più – e affiancargli tutto l’universo narrativo che, negli anni, Robert Kirkman – insieme a Cory Walker, co-creatore della serie, e Ryan Ottley che ne ha disegnato la maggior parte – gli aveva costruito attorno.
Folle e coraggiosissimo perché le precedenti edizioni di Invincible in Italia erano uscite in modo abbastanza confuso. Già questo creava un serio problema: come ripartire senza scontentare i vecchi lettori e, in parallelo, dovendo assolutamente evitare di inchiodare la serie al loro numero (numero logicamente troppo basso se la pubblicazione di Invincible da parte del suo precedente editore era stata interrotta)?
Per citare un modo di dire in voga nella politica d’altri tempi, serviva continuità nella discontinuità. E un po’ di fortuna, che quella non fa mai male.
Da qui l’idea di ripartire, con i volumi, da dove si era fermato il precedente editore (il 14esimo nella nostra edizione il… boh? nella sua perché, diciamocelo, tra numerazione e formato ridotto, aveva fatto un bel casino. I nostri volumi invece, poche balle, avrebbero rispettato formato e numerazione originali). In parallelo, avremmo ristampato i precedenti volumi, a partire dal primo (che così raggiungeva – gasp! – la sua terza edizione in Italia), con un piano di pubblicazione complessivo che trasudava, appunto, follia, coraggio e amore incondizionato per Invincible: 6 volumi il primo anno, 4 il secondo e 3 il terzo per arrivare velocemente ad avere la serie completa in libreria.
Finalmente.
E poi l’edizione in albo, quella che si conclude oggi (quella in volume si è invece conclusa a novembre di due anni fa ed è stato un evento talmente grosso – anche dal punto di vista emotivo, intendo – che è voluta venire a festeggiarla in Italia la crew al gran completo di Invincible: Kirkman, Walker e Ottley, insieme per la prima volta fuori dagli USA. Ragazzi, ancora mi commuovo se ci penso...) L’edizione in albo – che avrebbe proposto ogni mese due storie di Invincible e una tratta dalle altre serie dell’Invincible Universe, più o meno a rotazione – serviva a far conoscere il mondo di Invincible ai nuovi lettori, quelli senza i quali il progetto avrebbe rischiato seriamente di andare a gambe all’aria nel giro di poco tempo. Decidemmo che quei lettori li avremmo cercati in fumetteria – tra coloro che magari avevano sentito parlare di Invincible ma se ne erano tenuti distanti per il caos editoriale di cui sopra – e in edicola dove, sei anni fa, gli albi a fumetti di supereroi ancora resistevano. Oggi la maggior parte di quegli albi – ma non Invincible – hanno più o meno raddoppiato il prezzo di copertina e, abbandonata l’edicola, ora li trovi solo in fumetteria. E vabbè...  
La frase che utilizzammo per lanciare Invincible ancora oggi mi sembra bellissima (e mi fa ancora ridere se ripenso che qualcuno – nerdacci maledetti! – riuscì a costruirci su una mezza polemica che brillava per assoluta sterilità): tornerete ad amare i supereroi.
Ed era vero: in copertina della variant del #1 c’era un sorridente Invincible in volo, dalla città verso il mare aperto. Il suo volo descriveva un arco, dall’alto verso il basso – due colonne d’acqua si alzavano al suo passaggio – e poi ancora su. I suoi pugni erano tesi e quello sinistro copriva la testata dell’albo stampata in un fighissimo blu metallico. Energia ed entusiasmo allo stato puro: era perfetta per dare il via alla serie. Come non amarla?
E da lì, sono passati sei anni. Ogni mese, come dei bravi soldatini. Senza mai saltare un’uscita. Albi pieni di fumetti grandiosi e di fantastici redazionali che, mese dopo mese, hanno coinvolto con entusiasmo i lettori di Invincible nel suo incredibile universo (fate un applauso a Mr. Masini, gente: li ha scritti tutti lui). E infilandoci in mezzo anche 6 cofanetti (con relativa variant) e una ventina di albi extra tra variant e alternative cover.
 E così ora, chiunque voglia iniziare a leggere Invincible, può scegliere come farlo. In albo o in volume (poi magari dopodomani facciamo anche i compendium, eh).
Sono sincero: ancora oggi, quando devo promuovere verso qualcuno la serietà editoriale di saldaPress, il primo esempio che cito è Invincible.
Perché – sembro un disco rotto per quante volte l’ho ripetuto e continuo a ripeterlo – o le cose si fanno per bene o non vale proprio la pena farle. Soprattutto nel nostro ambito.
E con Invincible, senza falsa modestia, le abbiamo fatte nel miglior modo possibile e accontentando davvero tutti.

Ok, la smetto con le pacche sulle spalle e concludo.
È stato bellissimo. Grazie ai creatori della serie e a chi ci ha lavorato negli anni per renderla quel capolavoro che è oggi sotto gli occhi di tutti (ringraziamento magari ovvio, ma è sempre giusto ribadirlo). E a Skybound che ha creduto nel nostro piano folle ma pieno d’amore. E grazie a tutti i lettori che, insieme a noi, hanno amato Invincible e il suo universo, leggendolo e facendolo conoscere ad altri lettori. E grazie alle librerie, alle fumetterie e alle edicole che hanno fatto conoscere la serie a un numero sufficiente di persone per permetterle di stare in piedi onestamente – e gagliardamente, diciamocelo – per 6 anni. Credetemi: è tutto meno che una cosa scontata nell’ambito in cui lavoriamo noi.
E ora, per citare Terra in III di copertina dell’ultimo numero, dove andiamo? Be’ ora aspettiamo trepidanti che arrivino il film e la serie animata di Invincible e che contagiano irrimediabilmente – come è successo a tutti noi con il fumetto – il pubblico di cinema e TV. (Non ditelo in giro ma – lo dico piano – pare che non ci sarà da aspettare troppo per avere qualche notizia su uno dei due progetti. E che notizia!). E poi si vedrà.
Intanto ancora grazie per aver letto fino a qui (anche questo lunghissimo post, intendo) e, se vi va, dite la vostra qui sotto sul finale di Invincible.

 

Andrea G. Ciccarelli, direttore editoriale saldaPress

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